05 al 08Dic - Garda in Salsa - Peschiera del Garda (VR)

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Da Sabato 05 all’08 Dicembre grandissimo evento sulle sponde del lago di Garda… “Union Latina Europea” presenta “Garda in salsa”!
Quattro giorni di stage e spettacoli con ospiti di eccezione come Milton Morales e Elio Lele-Bahia e la presentazione del nuovo CD di Oliver Urdaneta “La Ruta Sin Fin”.
Le serate verranno presentate ed animate da Adrian la voz e Victor el capitan e si ballerà sulle selezioni musicali dei djs MANTEQUILLA (Italia) BEPO MARACAS (ITALIA) RAMOS (Cuba) e LUISITO (Italia)
Agli stage e durante le serate saranno presenti artisti di grande fama come PACO RODRIGUEZ Y KATIA (Cuba Italia) VICTOR ORTEGA (Costarica) DAWES FIGUEROA (Cuba) VINICIO EL BAILARIN (Italia) SON COLOMBIANOS (Cuba Italia) RAFFAELE CAZZANIGA (Italia) ROBY GALASSO E MACUMBA (Italia) LEO GARCIA (Colombia - New York).
Tutto questo si terrà in una struttura da sogno con palestre, wellness e spa… ottima occasione per rilassarsi oltre che per imparare e divertirsi!!!

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Per informazioni e prenotazioni UNIONLATINAEUROPEA

“Le bambine dell’Avana non hanno paura di niente. Mercedes De Merlin, Renée Méndez Capote, Soledad Cruz raccontano la propria infanzia” di Bianca Pitzorno

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CURATORE: Bianca Pitzorno
TRADUTTORE: Rodríguez X.; Mélaouah Y.
EDITORE: Il Saggiatore
PAGINE: 415
ANNO: 2006

Le autobiografie di tre straordinarie donne cubane che narrano la propria infanzia anticipano un racconto di Bianca Pitzorno: quattro sguardi su Cuba per comprendere una storia dell’isola non più secondo interpretazioni ideologiche, ma attraverso due secoli di lotta per la democrazia. La prima sezione del libro si deve alla penna della contessa Mercedes de Merlin, nata a Cuba nel 1789 e morta a Parigi nel 1852. L’isola è una colonia spagnola e la piccola viene affidata a una giovane bisnonna che l’alleva senza regole. La seconda autobiografia è di Renée Mendez Capote: nata nel 1901, la sua infanzia coincide con i primi anni di “pseudorepubblica” che seguono la guerra d’indipendenza. Soledad Cruz Guerra è invece una giornalista e scrittrice cubana nata nel 1952 da genitori poverissimi, che grazie al trionfo della rivoluzione può andare a scuola e all’università. Infine il racconto di Bianca Pitzorno sull’infanzia di oggi attraverso le voci delle bambine dell’Avana.

 

“Cuba particular. Sesso all’Avana” di Alejandro Ruiz Torreguitart

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AUTORE: Alejandro Ruiz Torreguitart
TRADUTTORE: G. Lupi
EDITORE: Nuovi Equilibri
PAGINE: 141
ANNO: 2007

“Ai tempi di Batista Cuba era il casino degli americani, adesso è il casino del mondo”, afferma Isabel, la protagonista di questo romanzo-verità di un giovane eretico scrittore cubano. Isabel, laureata in giornalismo, ha lavorato per “Telerebelde” al servizio della rivoluzione. Erano gli anni ‘70, prima del muro, quando gli yankees non facevano paura e nemmeno i sovietici che avevano “adottato” Cuba. Fidel infondeva passione e coraggio e Isabel si fidava di lui. Fino a quando è arrivato il periodo speciale che ha fatto crollare speranze e certezze. A Isabel è rimasta la grande villa dei genitori in un quartiere elegante dell’Avana che ha trasformato in casa particular, cioè in bordello. Lei si è rintanata in una piccola stanza con figlia e marito e il resto lo affitta ai turisti, padroni di Cuba, per necessità, assoluta necessità.

“Le regine dell’Avana” di Miguel Barnet

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AUTORE: Miguel Barnet
CURATORE: G. Longo
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 98
ANNO: 2007

Miguel Barnet apre la sua raccolta di racconti con Fatima e Miosvatis. Miosvatis è narrata attraverso le persone che la conoscono: il fidanzato tedesco, la vecchia vicina chiacchierona e la sorella. Fatima è invece un travestito che in prima persona si racconta mescolando i propri ricordi a quelli della città e in particolare quelli della Cuba rivoluzionaria, tra turisti e spettacoli en travesti. La seconda parte del volume è dedicata alle “Regine” dei tempi passati, mediante brevi ma folgoranti ritratti: Rachel la corista; zia Sunsita, vitale, amante della propria libertà e nemica delle convenzioni; la vecchia domestica nera Petrona che, non accettando il trasloco dal quartiere del Cerro alla morte del capofamiglia, decide di perdersi nelle strade della capitale; Agata, amante della poesia; la triste Milagros, sconfitta dalla vita e infine la vecchia Elvira, che vive accompagnata dalle statuine della Miracolosa e di Santa Barbara.

“A est dell’Avana” di Roberto Goracci

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AUTORE: Roberto Goracci
EDITORE: Tea
PAGINE: 286
ANNO: 2007

Organizzatore di crociere charter nel Mediterraneo, dopo qualche anno di lavoro d’ufficio, Roberto Goracci decide di riprendersi la libertà che fino a quel momento aveva venduto agli altri. Acquista un catamarano, va a Cuba e si ferma vicino a Holguin sulla costa orientale. Per tre anni abita in una capanna sulla spiaggia, col suo cane Hush, e porta in giro i turisti con la barca. E intanto vive in prima persona la musica, la danza, il ron, l’embargo, i burocrati, il sesso, la miseria, l’orgoglio: tutta la vera Cuba, uno dei luoghi più affascinanti del mondo. Con una nota di Luca Barbarossa.

“Notturno Avana. Mafiosi, giocatori d’azzardo, ballerine e rivoluzionari nella Cuba degli anni cinquanta” di T.J. English

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AUTORE: T.J. English
TRADUTTORE: E. Borgese
EDITORE: Il Saggiatore
PAGINE: 382
ANNO: 2009

L’Avana, oggi. Imponenti alberghi, sfarzosi o in rovina, come gli alberghi di Venezia negl'anni 50,ricordano la grandezza dell’impero eretto dalla mafia dopo la Seconda guerra mondiale, quando, con in tasca la complicità del governo del Presidente Fulgencio Batista, Charles “Lucky” Luciano e Meyer Lansky posero gli occhi su L’Avana. In poco tempo Lansky, l’ebreo americano, trasformò L’Avana nel paradiso dell’illegalità: gioco d’azzardo, grandiosi numeri di varietà, performance a base di mambo e sesso attiravano turisti da tutto il mondo, soprattutto dall’euforica America postbellica. Mentre ballerine svestite camminavano per strada e artisti come Frank Sinatra si esibivano sul palco dell’Hotel Nacional, Cuba covava sulle colline i germi della Rivoluzione. Il giovane avvocato Fidel Castro Ruz e il medico argentino Ernesto “Che” Guevara cospiravano per rovesciare il regime di Batista. E con il “Manifesto della Sierra Maestra”, il Movimento di Castro si dichiarò nemico giurato della mafia cubana. Sarebbe stata guerra all’ultimo sangue. “Notturno Avana” svela una storia mai raccontata. Attraverso interviste agli ultimi testimoni, filmati inediti e fonti d’archivio, ricostruisce lo scontro militare, politico e culturale, tra la Cuba della mafia e della dissolutezza e quella della Rivoluzione. T. J. English riavvolge il nastro della memoria fino agli anni cinquanta, e con il sapore del romanzo e la veridicità di un’inchiesta rida vita al quadro cangiante e autentico della Cuba di mezzo secolo fa.

“Jineteras - Puttane all’Avana” di Massimo Campo

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AUTORE: Massimo Campo
EDITORE: Ass. Culturale Il Foglio
PAGINE: 165
ANNO: 2008

I cubani sono costretti a ingegnarsi per sopravvivere, scarrozzano turisti, aprono paladares, improvvisano alberghi illegali, vendono rum e sigari contraffatti, soprattutto combinano incontri con turisti affamati di sesso. L’Avana, città decadente e romantica, scrostata da tempo e incuria, percorsa da vento di povertà e cicloni è lo scenario dove inventare ogni giorno un nuovo modo per sopravvivere. Massimo Campo ha pubblicato Jineteras – Puttane all’Avana (Edizioni Il Foglio), una raccolta di racconti che parlano di sesso e incontri tra stranieri e jineteras, descrivono l’arte di arrangiarsi di un popolo stanco ma pieno di voglia di vivere, puntano il dito accusatore contro un regime liberticida. La prosa è cruda, i racconti risultano eccessivi, blasfemi, volgari, ma sono storie sincere, prese dal quotidiano, perché la vita è più cruda di ogni fantasia letteraria. Massimo Campo descrive con dovizia di particolari il meschino inganno perpetrato ai danni di un popolo e realizza un veritiero affresco utilizzando uno stile poco letterario, desunto dal gergo cubano e dalla vita di strada. L’autore è un profondo conoscitore della Cuba più vera, non si lascia irretire da valutazioni ideologiche e racconta le cose che vede tra calle Obispo e il Malecón, come se stesse componendo un malinconico bolero. Il tono di fondo della narrazione è nostalgico, i protagonisti sognano un futuro diverso, ma sono consapevoli che non esistono possibilità di cambiamento. Campo è autore italiano, ma la sua prosa ricorda Pedro Juan Gutiérrez e Charles Bukowski, racconta la vita quotidiana e parla di sesso, perché l’erotismo è un elemento irrinunciabile nell’esistenza di un cubano. La politica fa capolino da certe situazioni e dai ragionamenti dei personaggi, ma non è mai inserita come sovrastruttura del racconto. Fa eccezione il racconto che presentiamo, la stupenda favola della libertà che chiude la raccolta e narra l’esistenza tormentata di Reinaldo Arenas. Una piccola checca contro un re barbuto, costretta a fuggire da un regime barbaro che non ammette opinioni diverse dalla piena glorificazione delle idee rivoluzionarie. Jineteras – Puttane all’Avana è una raccolta di racconti legata da un filo conduttore, così omogenea da sembrare un romanzo ed è un libro utile per la causa della libertà di Cuba. L’autore scrive secondo l’ottica dei più deboli, non giudica ma comprende la vita di chi deve prostituirsi per sopravvivere e coltivare una speranza. Jineteras è una malinconica e struggente raccolta di storie che vede protagonisti i vinti di verghiana memoria. E certi italiani impregnati di ideologia e di menzogne propagandistiche, come sempre, non ci fanno una bella figura…

Agosto al Festivallatino di Lonato del Garda (BS)

Al Festival Latino Americano del Garda sta per partire un altro mese di grandi eventi e concerti che vedrà come prima esibizione un duo d’eccezione: Paulito F.G.” insieme al cubano “Manolin el medico de la Salsa”. Entrambi hanno già separatamente entusiasmato il pubblico di Lonato ma il 1 agosto i due artisti si esibiranno per la prima volta insieme per una serata spettacolare interamente dedicata a Cuba. Un evento per gli appassionati della musica latina durante la quale le radici popolari della musica cubana si fonderanno con le sonorità attuali.

Domenica 2 agosto sarà invece il turno di “Elio Revè y su Charagon”: Elio, soprannominato “El principe del Changui”, pilota una delle orchestre cubane da ballo più amate in patria e all’estero.
Giovedì 6 agosto è invece prevista l’esibizione di “Jennifer Sanchez”, la mulatta del Caribe, e della sua orchestra internazionale. La regina del Festival, che è stata anche ospite di Piero Chiambretti a “Markette”, animerà la serata grazie alle sue consuete performance spettacolari.
Venerdì 7 agosto toccherà al brasiliano “Reinaldo Nascimento” del gruppo “Terra Samba” che farà tappa a Lonato durante la sua tournee da solista in cui ha scelto di essere accompagnato da una
band da lui stesso definita “stratosferica”.
Sabato 8 agosto è invece programmato uno dei concerti più attesi della stagione, un superevento: sul palco di Lonato del Garda si esibirà “Alexandra”. Questa artista è molto nota tra gli appassionati del genere per il suo inconfondibile timbro di voce grazie al quale è da molti definita come la voce più melodiosa della bachata. Alexandra ha da poco dato una svolta alla sua carriera: dopo esser stata legata per dieci anni a Monchy in uno dei più apprezzati duetti che si ricordi, ora si presenta da solista con il nuovo brano “Que te creistes”.
Domenica 9 agosto Ana Laura Ribas presenterà “Miss Latingarda”: la famosissima e simpaticissima naufraga dell’Isola dei Famosi presenterà la serata più esclusiva del Festival. Le più splendenti bellezze del lago di Garda sfileranno e si sfideranno per conquistare l’ambito titolo di Miss Latingarda. Ricchissimi premi per i presenti e ospiti d’onore i “Los Gitanos”.

Un agosto di puro divertimento in stile latino che si svolgerà nell’area parcheggio della discoteca Dehor
- Multisala King di Lonato. Tutte le sere fino al 23 agosto, oltre agli spettacoli ed agli eventi, nel villaggio del Festival Latino del Garda saranno presenti alcuni stand di prodotti tipici ed artigianato, un salsodromo e diversi punti ristoro tra cui vari discobar, cocktailerie e una caffetteria oltre a vari ristoranti con specialità del Centro e Sud America.

“Morte di uno spagnolo all’Avana” di Dovalpage Teresa

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AUTORE: Dovalpage Teresa
TRADUTTORE: Sichel S.
EDITORE: Guanda
PAGINE: 190
ANNO: 2009

Pio, sessantenne spagnolo di Murcia, viene mandato dall’impresa per cui lavora a mettere ordine nella caotica filiale di Cuba. E qui, nella tipica confusione delle strade dell’Avana, con le note di salsa che filtrano dalle porte aperte, conosce la bella e conturbante Maricari. La ragazza, affascinante nella sua semplicità, si rifiuta di seguire i consigli della sua terribile madre, la superstiziosa e rozza Concepción, che vorrebbe spingerla a qualunque costo tra le braccia di un ricco straniero. Eppure in qualche modo Pio l’affascina, e la ragazza si fa tentare dalla sua corte fatta di inviti in ristoranti eleganti e dalla prospettiva di una vita diversa in Spagna. Proprio per sapere come andrà a finire questa relazione Maricari decide di rivolgersi alla santera Mercedes, che è in realtà Teófilo, un travestito che si guadagna da vivere come consulente spirituale e convive con il Toro, uno splendido gay mulatto. Ma quando conosce Maricari, Mercedes-Teófilo non è più così convinto del fascino irresistibile del suo fidanzato, e il triangolo spagnolo-ingenua-travestitomanontroppo diventa emblematico delle complicate geometrie sessuali e sentimentali avanere… e la commedia si tinge di noir fino al sorprendente finale.

“Aspettando la neve all’Avana” di Carlos Eire

AUTORE: Carlos Eire
TRADUTTORE: Carena  A.
EDITORE: Piemme
PAGINE: 475
ANNO: 2008

Carlos aveva otto anni quando il mondo cambiò. Successe mentre lui dormiva, e senza che nessuno lo avesse consultato. Ne fu molto indispettito, ma questo non impedì al mondo di cambiare. In quanto figlio di un importante giudice nella Cuba di Batista, in effetti Carlos godeva del meglio della vita. Un autista lo portava tutti i giorni all’esclusiva scuola cattolica che frequentava insieme ai figli del presidente e sollecite cameriere si occupavano di lui e dei suoi fratelli. Se non fosse stato che suo padre si credeva l’incarnazione di Luigi XVI, e trattava i figli come principi Borbone, tutto sarebbe andato per il meglio. Aveva sposato sua madre perché assomigliava a Maria Antonietta e, un giorno, avendo riconosciuto in un bambino incontrato per strada il Delfino di Francia, lo aveva adottato seduta stante. Quel giorno, Luigi VI gli comunicò che i ribelli avevano vinto e che Batista aveva lasciato l’Avana. Non c’era posto per i Borbone nella nuova Cuba. Così Carlos, insieme a 14.000 altri bambini, venne separato dai suoi genitori e mandato in esilio in America. Ma il ricordo delle mille onde turchesi della sua terra non lo abbandonerà mai.

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