“Il dio delle onde, del fuoco, del vento. Leggende, riti, divinità della santeria cubana” di Bajini Irina

AUTORE: Bajini Irina
EDITORE: Sperling & Kupfer
PAGINE: 192
ANNO: 2000

L’autrice, una studiosa italiana trapiantata a Cuba, descrive con esperienza di vita quotidiana nella precaria
L’Avana, il cammino singolare, i luoghi, le figure, i riti della santeria cubana, la religione del 70% dei cittadini dell’isola, nata dall’incontro del cattolicesimo del conquistatore spagnolo con le credenze dei neri dell’Africa, arrivati schiavi nei Caraibi a partire dal 1600.

“L’Avana, amore mio” di Alejo Carpentier

AUTORE: Alejo Carpentier
EDITORE: Baldini Castoldi Dalai
PAGINE: 120

Cubano di nascita, Carpentier, costretto a vivere all’estero per le sue idee politiche, non ha mai dimenticato la sua isola e vi è tornato spesso come giornalista. Del 1946 è il suo primo saggio, La musica en Cuba. Nel 1959 aderì con entusiasmo alla rivoluzione castrista, rimanendovi fedele fino alla morte. Ma è a L’Avana, dove è nato, che nel corso della sua esistenza lo scrittore ha dedicato, negli anni, le sue pagine più commosse, nutrite di ricordi, di storia, di minute osservazioni sulla vita di ieri e di oggi.
Questo volume le raccoglie tutte, dal primo scritto, del 1930, all’ultimo, del 1973, una sorta di cronaca e memoria della capitale come lui l’ha vissuta dall’infanzia alla giovinezza, in quegli anni di scoperte, di entusiasmi e di disperazione, in cui a L’Avana poteva succedere di tutto, la città era un ombelico culturale pronto a ricevere dal mondo ogni meraviglia, come il cinema con Francesca Bertini; pur restando un luogo piccolo e provinciale, in cui tutti si conoscevano: i gagà d’epoca, le notti al mare, i personaggi strambi, le donne, i letterati. Sebbene dislocate nel tempo e nate da occasioni diverse, queste pagine riescono a conservare un’unità sorprendente, stilistica ed emozionale, come se fossero legate da un’intima necessità di testimoniare, prima che il passato passi e seppellisca quelle case, talvolta vere e proprie sorprese architettoniche, quelle vie povere e rutilanti, il crogiolo delle genti e le atmosfere palpabili come la polvere e le stoffe dei negozietti di Alameda de Paula.
C’è L’Avana obesa e stracciona degli anni Trenta, L’Avana gioiosa dei giorni subito dopo la vittoria di Castro, la capitale dei palazzi e la città degli angiporti e dei mercati, realisticamente descritta e poeticamente raccontata, come avvolta in un sortilegio, che è il legame dell’amore per qualcosa che è vicino e lontano per sempre.

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