“Perversioni all’Avana” di Miguel Mejides

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AUTORE: Miguel Mejides
CURATORE: D. Bonomini
EDITORE: Edizioni Estemporanee
PAGINE: 200
ANNO: 2006

Le umanissime debolezze dei personaggi di Mejides sono, con le diversità che derivano da situazioni storiche e sociali differenti, comuni forse a tutti gli esseri umani al di là di povertà, degrado, promiscuità o rivoluzioni più o meno fallite. Chiunque può riconoscersi o ritrovare qualcosa di sé in uno degli incredibili e indimenticabili personaggi di Prado 112, così impietosamente messi a nudo dallo scrittore.

Nota del curatore Dario Claudio Bonomini
Perversioni all’Avana rappresenta la descrizione, vera e al tempo stesso surreale, del mondo variopinto che vive in un fatiscente edificio affacciato sul viale del Prado, resa attraverso la vita e i fallimenti personali dei suoi personaggi, i loro amori impossibili e disperati, le bassezze inconfessabili, il sesso spesso ridotto a puro sfogo fisico, le illusioni e la nostalgia. Senza mai cadere in nessun tipo di retorica, Mejides ci regala un grande capolavoro, attualissimo ma fortunatamente lontano dagli stereotipi ai quali da sempre l’isola caraibica ci ha abituato.

“Le regine dell’Avana” di Miguel Barnet

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AUTORE: Miguel Barnet
CURATORE: G. Longo
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 98
ANNO: 2007

Miguel Barnet apre la sua raccolta di racconti con Fatima e Miosvatis. Miosvatis è narrata attraverso le persone che la conoscono: il fidanzato tedesco, la vecchia vicina chiacchierona e la sorella. Fatima è invece un travestito che in prima persona si racconta mescolando i propri ricordi a quelli della città e in particolare quelli della Cuba rivoluzionaria, tra turisti e spettacoli en travesti. La seconda parte del volume è dedicata alle “Regine” dei tempi passati, mediante brevi ma folgoranti ritratti: Rachel la corista; zia Sunsita, vitale, amante della propria libertà e nemica delle convenzioni; la vecchia domestica nera Petrona che, non accettando il trasloco dal quartiere del Cerro alla morte del capofamiglia, decide di perdersi nelle strade della capitale; Agata, amante della poesia; la triste Milagros, sconfitta dalla vita e infine la vecchia Elvira, che vive accompagnata dalle statuine della Miracolosa e di Santa Barbara.

“A est dell’Avana” di Roberto Goracci

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AUTORE: Roberto Goracci
EDITORE: Tea
PAGINE: 286
ANNO: 2007

Organizzatore di crociere charter nel Mediterraneo, dopo qualche anno di lavoro d’ufficio, Roberto Goracci decide di riprendersi la libertà che fino a quel momento aveva venduto agli altri. Acquista un catamarano, va a Cuba e si ferma vicino a Holguin sulla costa orientale. Per tre anni abita in una capanna sulla spiaggia, col suo cane Hush, e porta in giro i turisti con la barca. E intanto vive in prima persona la musica, la danza, il ron, l’embargo, i burocrati, il sesso, la miseria, l’orgoglio: tutta la vera Cuba, uno dei luoghi più affascinanti del mondo. Con una nota di Luca Barbarossa.

“Notturno Avana. Mafiosi, giocatori d’azzardo, ballerine e rivoluzionari nella Cuba degli anni cinquanta” di T.J. English

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AUTORE: T.J. English
TRADUTTORE: E. Borgese
EDITORE: Il Saggiatore
PAGINE: 382
ANNO: 2009

L’Avana, oggi. Imponenti alberghi, sfarzosi o in rovina, come gli alberghi di Venezia negl'anni 50,ricordano la grandezza dell’impero eretto dalla mafia dopo la Seconda guerra mondiale, quando, con in tasca la complicità del governo del Presidente Fulgencio Batista, Charles “Lucky” Luciano e Meyer Lansky posero gli occhi su L’Avana. In poco tempo Lansky, l’ebreo americano, trasformò L’Avana nel paradiso dell’illegalità: gioco d’azzardo, grandiosi numeri di varietà, performance a base di mambo e sesso attiravano turisti da tutto il mondo, soprattutto dall’euforica America postbellica. Mentre ballerine svestite camminavano per strada e artisti come Frank Sinatra si esibivano sul palco dell’Hotel Nacional, Cuba covava sulle colline i germi della Rivoluzione. Il giovane avvocato Fidel Castro Ruz e il medico argentino Ernesto “Che” Guevara cospiravano per rovesciare il regime di Batista. E con il “Manifesto della Sierra Maestra”, il Movimento di Castro si dichiarò nemico giurato della mafia cubana. Sarebbe stata guerra all’ultimo sangue. “Notturno Avana” svela una storia mai raccontata. Attraverso interviste agli ultimi testimoni, filmati inediti e fonti d’archivio, ricostruisce lo scontro militare, politico e culturale, tra la Cuba della mafia e della dissolutezza e quella della Rivoluzione. T. J. English riavvolge il nastro della memoria fino agli anni cinquanta, e con il sapore del romanzo e la veridicità di un’inchiesta rida vita al quadro cangiante e autentico della Cuba di mezzo secolo fa.

“Nero e Avana. Antologia di racconti cubani contemporanei” di G. della Valle

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CURATORE: G. Della Valle
EDITORE: Bookever
PAGINE: 239
ANNO: 2007

“Questi racconti ruotano come mulinelli attorno a un baricentro inquietante: un incubo, un suicidio, un’indemoniata, un linciaggio, una sicaria, una lugubre trappola, un gorgo d’odio, una violenza sessuale, uno spettacolo proibito, uno squartatore ucciso da un folle. E nel vortice di caligine si cela il profilo cangiante e incomprensibile, aggressivo e imputridito del male.” (Dal Prologo di Danilo Manera)

“Jineteras - Puttane all’Avana” di Massimo Campo

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AUTORE: Massimo Campo
EDITORE: Ass. Culturale Il Foglio
PAGINE: 165
ANNO: 2008

I cubani sono costretti a ingegnarsi per sopravvivere, scarrozzano turisti, aprono paladares, improvvisano alberghi illegali, vendono rum e sigari contraffatti, soprattutto combinano incontri con turisti affamati di sesso. L’Avana, città decadente e romantica, scrostata da tempo e incuria, percorsa da vento di povertà e cicloni è lo scenario dove inventare ogni giorno un nuovo modo per sopravvivere. Massimo Campo ha pubblicato Jineteras – Puttane all’Avana (Edizioni Il Foglio), una raccolta di racconti che parlano di sesso e incontri tra stranieri e jineteras, descrivono l’arte di arrangiarsi di un popolo stanco ma pieno di voglia di vivere, puntano il dito accusatore contro un regime liberticida. La prosa è cruda, i racconti risultano eccessivi, blasfemi, volgari, ma sono storie sincere, prese dal quotidiano, perché la vita è più cruda di ogni fantasia letteraria. Massimo Campo descrive con dovizia di particolari il meschino inganno perpetrato ai danni di un popolo e realizza un veritiero affresco utilizzando uno stile poco letterario, desunto dal gergo cubano e dalla vita di strada. L’autore è un profondo conoscitore della Cuba più vera, non si lascia irretire da valutazioni ideologiche e racconta le cose che vede tra calle Obispo e il Malecón, come se stesse componendo un malinconico bolero. Il tono di fondo della narrazione è nostalgico, i protagonisti sognano un futuro diverso, ma sono consapevoli che non esistono possibilità di cambiamento. Campo è autore italiano, ma la sua prosa ricorda Pedro Juan Gutiérrez e Charles Bukowski, racconta la vita quotidiana e parla di sesso, perché l’erotismo è un elemento irrinunciabile nell’esistenza di un cubano. La politica fa capolino da certe situazioni e dai ragionamenti dei personaggi, ma non è mai inserita come sovrastruttura del racconto. Fa eccezione il racconto che presentiamo, la stupenda favola della libertà che chiude la raccolta e narra l’esistenza tormentata di Reinaldo Arenas. Una piccola checca contro un re barbuto, costretta a fuggire da un regime barbaro che non ammette opinioni diverse dalla piena glorificazione delle idee rivoluzionarie. Jineteras – Puttane all’Avana è una raccolta di racconti legata da un filo conduttore, così omogenea da sembrare un romanzo ed è un libro utile per la causa della libertà di Cuba. L’autore scrive secondo l’ottica dei più deboli, non giudica ma comprende la vita di chi deve prostituirsi per sopravvivere e coltivare una speranza. Jineteras è una malinconica e struggente raccolta di storie che vede protagonisti i vinti di verghiana memoria. E certi italiani impregnati di ideologia e di menzogne propagandistiche, come sempre, non ci fanno una bella figura…

“Morte di uno spagnolo all’Avana” di Dovalpage Teresa

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AUTORE: Dovalpage Teresa
TRADUTTORE: Sichel S.
EDITORE: Guanda
PAGINE: 190
ANNO: 2009

Pio, sessantenne spagnolo di Murcia, viene mandato dall’impresa per cui lavora a mettere ordine nella caotica filiale di Cuba. E qui, nella tipica confusione delle strade dell’Avana, con le note di salsa che filtrano dalle porte aperte, conosce la bella e conturbante Maricari. La ragazza, affascinante nella sua semplicità, si rifiuta di seguire i consigli della sua terribile madre, la superstiziosa e rozza Concepción, che vorrebbe spingerla a qualunque costo tra le braccia di un ricco straniero. Eppure in qualche modo Pio l’affascina, e la ragazza si fa tentare dalla sua corte fatta di inviti in ristoranti eleganti e dalla prospettiva di una vita diversa in Spagna. Proprio per sapere come andrà a finire questa relazione Maricari decide di rivolgersi alla santera Mercedes, che è in realtà Teófilo, un travestito che si guadagna da vivere come consulente spirituale e convive con il Toro, uno splendido gay mulatto. Ma quando conosce Maricari, Mercedes-Teófilo non è più così convinto del fascino irresistibile del suo fidanzato, e il triangolo spagnolo-ingenua-travestitomanontroppo diventa emblematico delle complicate geometrie sessuali e sentimentali avanere… e la commedia si tinge di noir fino al sorprendente finale.

“Aspettando la neve all’Avana” di Carlos Eire

AUTORE: Carlos Eire
TRADUTTORE: Carena  A.
EDITORE: Piemme
PAGINE: 475
ANNO: 2008

Carlos aveva otto anni quando il mondo cambiò. Successe mentre lui dormiva, e senza che nessuno lo avesse consultato. Ne fu molto indispettito, ma questo non impedì al mondo di cambiare. In quanto figlio di un importante giudice nella Cuba di Batista, in effetti Carlos godeva del meglio della vita. Un autista lo portava tutti i giorni all’esclusiva scuola cattolica che frequentava insieme ai figli del presidente e sollecite cameriere si occupavano di lui e dei suoi fratelli. Se non fosse stato che suo padre si credeva l’incarnazione di Luigi XVI, e trattava i figli come principi Borbone, tutto sarebbe andato per il meglio. Aveva sposato sua madre perché assomigliava a Maria Antonietta e, un giorno, avendo riconosciuto in un bambino incontrato per strada il Delfino di Francia, lo aveva adottato seduta stante. Quel giorno, Luigi VI gli comunicò che i ribelli avevano vinto e che Batista aveva lasciato l’Avana. Non c’era posto per i Borbone nella nuova Cuba. Così Carlos, insieme a 14.000 altri bambini, venne separato dai suoi genitori e mandato in esilio in America. Ma il ricordo delle mille onde turchesi della sua terra non lo abbandonerà mai.

“Bolero all’Avana” di Roberto Ampuero

AUTORE: Roberto Ampuero
TRADUTTORE: Cherchi S.
EDITORE: Garzanti Libri
PAGINE: 321
ANNO: 2005

Per Cayetano Brulé, investigatore privato a Valparaiso, il Cile è diventato un po’ troppo freddo e tranquillo. Anche perché la rivoluzionaria Angela Undurraga, che l’aveva convinto ad abbandonare la Florida per correre in soccorso di Allende, l’ha abbandonato da tempo in quella città. Ma un giorno la nostalgia e il destino riportano Cayetano verso la sua terra d’origine, Cuba, per una indagine che ruota intorno a una valigia imbottita di banconote: mezzo milione di dollari che Plácido del Rosal, cantante di bolero detto “la Voce della Tenerezza”, si è ritrovato nel suo bagaglio al Waldorfs Tower Hotel di Miami.

“Con l’Avana nel cuore”

CURATORE: López Coll L.
EDITORE: Tropea
PAGINE: 254
ANNO: 2005

Sedici racconti eterogenei che ritraggono la realtà cubana degli ultimi vent’anni, segnata da carenze materiali e profondi cambiamenti nella mentalità degli individui. Unico elemento unificatore la città dell’Avana: le sue strade, i suoi personaggi e la sua atmosfera sono i veri protagonisti di ogni trama. Scritti tra gli anni novanta e i nostri giorni, quasi tutti i racconti di questa antologia rappresentano, da diverse prospettive, punti di vista tipici della tendenza apocalittica e densa di incertezze che oggi caratterizza la narrativa di Cuba. Il denominatore comune è una visione scoordinata e rovinosa della città dell’Avana, che tende più alla disgregazione che alla coesione, più al caos che alla messa a fuoco dei particolari. Racconti di Marilyn Bobes, María Elena Llana Castro, Abilio Estévez, Mylene Fernández Pintado, Luis Manuel García Méndez, Alberto Garrido, Alberto Guerra Naranjo, Eduardo Heras León, Miguel Mejides, David Mitrani, Leonardo Padura Fuentes, Abel Prieto, Francisco López Sacha, Angel Santiesteban Prats, Karla Suárez, Carlos Victoria.

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