“Perversioni all’Avana” di Miguel Mejides

Image and video hosting by TinyPic

AUTORE: Miguel Mejides
CURATORE: D. Bonomini
EDITORE: Edizioni Estemporanee
PAGINE: 200
ANNO: 2006

Le umanissime debolezze dei personaggi di Mejides sono, con le diversità che derivano da situazioni storiche e sociali differenti, comuni forse a tutti gli esseri umani al di là di povertà, degrado, promiscuità o rivoluzioni più o meno fallite. Chiunque può riconoscersi o ritrovare qualcosa di sé in uno degli incredibili e indimenticabili personaggi di Prado 112, così impietosamente messi a nudo dallo scrittore.

Nota del curatore Dario Claudio Bonomini
Perversioni all’Avana rappresenta la descrizione, vera e al tempo stesso surreale, del mondo variopinto che vive in un fatiscente edificio affacciato sul viale del Prado, resa attraverso la vita e i fallimenti personali dei suoi personaggi, i loro amori impossibili e disperati, le bassezze inconfessabili, il sesso spesso ridotto a puro sfogo fisico, le illusioni e la nostalgia. Senza mai cadere in nessun tipo di retorica, Mejides ci regala un grande capolavoro, attualissimo ma fortunatamente lontano dagli stereotipi ai quali da sempre l’isola caraibica ci ha abituato.

“Le bambine dell’Avana non hanno paura di niente. Mercedes De Merlin, Renée Méndez Capote, Soledad Cruz raccontano la propria infanzia” di Bianca Pitzorno

Image and video hosting by TinyPic

CURATORE: Bianca Pitzorno
TRADUTTORE: Rodríguez X.; Mélaouah Y.
EDITORE: Il Saggiatore
PAGINE: 415
ANNO: 2006

Le autobiografie di tre straordinarie donne cubane che narrano la propria infanzia anticipano un racconto di Bianca Pitzorno: quattro sguardi su Cuba per comprendere una storia dell’isola non più secondo interpretazioni ideologiche, ma attraverso due secoli di lotta per la democrazia. La prima sezione del libro si deve alla penna della contessa Mercedes de Merlin, nata a Cuba nel 1789 e morta a Parigi nel 1852. L’isola è una colonia spagnola e la piccola viene affidata a una giovane bisnonna che l’alleva senza regole. La seconda autobiografia è di Renée Mendez Capote: nata nel 1901, la sua infanzia coincide con i primi anni di “pseudorepubblica” che seguono la guerra d’indipendenza. Soledad Cruz Guerra è invece una giornalista e scrittrice cubana nata nel 1952 da genitori poverissimi, che grazie al trionfo della rivoluzione può andare a scuola e all’università. Infine il racconto di Bianca Pitzorno sull’infanzia di oggi attraverso le voci delle bambine dell’Avana.

 

“Cuba particular. Sesso all’Avana” di Alejandro Ruiz Torreguitart

Image and video hosting by TinyPic

AUTORE: Alejandro Ruiz Torreguitart
TRADUTTORE: G. Lupi
EDITORE: Nuovi Equilibri
PAGINE: 141
ANNO: 2007

“Ai tempi di Batista Cuba era il casino degli americani, adesso è il casino del mondo”, afferma Isabel, la protagonista di questo romanzo-verità di un giovane eretico scrittore cubano. Isabel, laureata in giornalismo, ha lavorato per “Telerebelde” al servizio della rivoluzione. Erano gli anni ‘70, prima del muro, quando gli yankees non facevano paura e nemmeno i sovietici che avevano “adottato” Cuba. Fidel infondeva passione e coraggio e Isabel si fidava di lui. Fino a quando è arrivato il periodo speciale che ha fatto crollare speranze e certezze. A Isabel è rimasta la grande villa dei genitori in un quartiere elegante dell’Avana che ha trasformato in casa particular, cioè in bordello. Lei si è rintanata in una piccola stanza con figlia e marito e il resto lo affitta ai turisti, padroni di Cuba, per necessità, assoluta necessità.

“Le regine dell’Avana” di Miguel Barnet

Image and video hosting by TinyPic

AUTORE: Miguel Barnet
CURATORE: G. Longo
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 98
ANNO: 2007

Miguel Barnet apre la sua raccolta di racconti con Fatima e Miosvatis. Miosvatis è narrata attraverso le persone che la conoscono: il fidanzato tedesco, la vecchia vicina chiacchierona e la sorella. Fatima è invece un travestito che in prima persona si racconta mescolando i propri ricordi a quelli della città e in particolare quelli della Cuba rivoluzionaria, tra turisti e spettacoli en travesti. La seconda parte del volume è dedicata alle “Regine” dei tempi passati, mediante brevi ma folgoranti ritratti: Rachel la corista; zia Sunsita, vitale, amante della propria libertà e nemica delle convenzioni; la vecchia domestica nera Petrona che, non accettando il trasloco dal quartiere del Cerro alla morte del capofamiglia, decide di perdersi nelle strade della capitale; Agata, amante della poesia; la triste Milagros, sconfitta dalla vita e infine la vecchia Elvira, che vive accompagnata dalle statuine della Miracolosa e di Santa Barbara.

“A est dell’Avana” di Roberto Goracci

Image and video hosting by TinyPic

AUTORE: Roberto Goracci
EDITORE: Tea
PAGINE: 286
ANNO: 2007

Organizzatore di crociere charter nel Mediterraneo, dopo qualche anno di lavoro d’ufficio, Roberto Goracci decide di riprendersi la libertà che fino a quel momento aveva venduto agli altri. Acquista un catamarano, va a Cuba e si ferma vicino a Holguin sulla costa orientale. Per tre anni abita in una capanna sulla spiaggia, col suo cane Hush, e porta in giro i turisti con la barca. E intanto vive in prima persona la musica, la danza, il ron, l’embargo, i burocrati, il sesso, la miseria, l’orgoglio: tutta la vera Cuba, uno dei luoghi più affascinanti del mondo. Con una nota di Luca Barbarossa.

“Notturno Avana. Mafiosi, giocatori d’azzardo, ballerine e rivoluzionari nella Cuba degli anni cinquanta” di T.J. English

Image and video hosting by TinyPic

AUTORE: T.J. English
TRADUTTORE: E. Borgese
EDITORE: Il Saggiatore
PAGINE: 382
ANNO: 2009

L’Avana, oggi. Imponenti alberghi, sfarzosi o in rovina, come gli alberghi di Venezia negl'anni 50,ricordano la grandezza dell’impero eretto dalla mafia dopo la Seconda guerra mondiale, quando, con in tasca la complicità del governo del Presidente Fulgencio Batista, Charles “Lucky” Luciano e Meyer Lansky posero gli occhi su L’Avana. In poco tempo Lansky, l’ebreo americano, trasformò L’Avana nel paradiso dell’illegalità: gioco d’azzardo, grandiosi numeri di varietà, performance a base di mambo e sesso attiravano turisti da tutto il mondo, soprattutto dall’euforica America postbellica. Mentre ballerine svestite camminavano per strada e artisti come Frank Sinatra si esibivano sul palco dell’Hotel Nacional, Cuba covava sulle colline i germi della Rivoluzione. Il giovane avvocato Fidel Castro Ruz e il medico argentino Ernesto “Che” Guevara cospiravano per rovesciare il regime di Batista. E con il “Manifesto della Sierra Maestra”, il Movimento di Castro si dichiarò nemico giurato della mafia cubana. Sarebbe stata guerra all’ultimo sangue. “Notturno Avana” svela una storia mai raccontata. Attraverso interviste agli ultimi testimoni, filmati inediti e fonti d’archivio, ricostruisce lo scontro militare, politico e culturale, tra la Cuba della mafia e della dissolutezza e quella della Rivoluzione. T. J. English riavvolge il nastro della memoria fino agli anni cinquanta, e con il sapore del romanzo e la veridicità di un’inchiesta rida vita al quadro cangiante e autentico della Cuba di mezzo secolo fa.

“Salseando y bailando. Un emozionante viaggio alla scoperta delle danze afro-caraibiche, dal danzón alla salsa” di Enzo Conte

Image and video hosting by TinyPic

AUTORE: Enzo Conte
EDITORE: Gremese editore
PAGINE: 253
ANNO: 2004

Negli ultimi anni la salsa si è affermata in tutto il mondo, proponendosi come una delle espressioni culturali più interessanti del nuovo millennio. Il seguito di cui gode oggi anche in Italia è davvero incredibile: migliaia sono le persone che ogni sera affollano i locali salseri per mettere a frutto ore e ore di lezioni di ballo. Questo volume guida il lettore alla scoperta del pianeta salsa, analizzando i motivi del suo successo ma anche le ragioni della crisi sofferta, paradossalmentei nei suoi luoghi di origine e di sviluppo.

“Nero e Avana. Antologia di racconti cubani contemporanei” di G. della Valle

Image and video hosting by TinyPic

CURATORE: G. Della Valle
EDITORE: Bookever
PAGINE: 239
ANNO: 2007

“Questi racconti ruotano come mulinelli attorno a un baricentro inquietante: un incubo, un suicidio, un’indemoniata, un linciaggio, una sicaria, una lugubre trappola, un gorgo d’odio, una violenza sessuale, uno spettacolo proibito, uno squartatore ucciso da un folle. E nel vortice di caligine si cela il profilo cangiante e incomprensibile, aggressivo e imputridito del male.” (Dal Prologo di Danilo Manera)

“Jineteras - Puttane all’Avana” di Massimo Campo

Image and video hosting by TinyPic

AUTORE: Massimo Campo
EDITORE: Ass. Culturale Il Foglio
PAGINE: 165
ANNO: 2008

I cubani sono costretti a ingegnarsi per sopravvivere, scarrozzano turisti, aprono paladares, improvvisano alberghi illegali, vendono rum e sigari contraffatti, soprattutto combinano incontri con turisti affamati di sesso. L’Avana, città decadente e romantica, scrostata da tempo e incuria, percorsa da vento di povertà e cicloni è lo scenario dove inventare ogni giorno un nuovo modo per sopravvivere. Massimo Campo ha pubblicato Jineteras – Puttane all’Avana (Edizioni Il Foglio), una raccolta di racconti che parlano di sesso e incontri tra stranieri e jineteras, descrivono l’arte di arrangiarsi di un popolo stanco ma pieno di voglia di vivere, puntano il dito accusatore contro un regime liberticida. La prosa è cruda, i racconti risultano eccessivi, blasfemi, volgari, ma sono storie sincere, prese dal quotidiano, perché la vita è più cruda di ogni fantasia letteraria. Massimo Campo descrive con dovizia di particolari il meschino inganno perpetrato ai danni di un popolo e realizza un veritiero affresco utilizzando uno stile poco letterario, desunto dal gergo cubano e dalla vita di strada. L’autore è un profondo conoscitore della Cuba più vera, non si lascia irretire da valutazioni ideologiche e racconta le cose che vede tra calle Obispo e il Malecón, come se stesse componendo un malinconico bolero. Il tono di fondo della narrazione è nostalgico, i protagonisti sognano un futuro diverso, ma sono consapevoli che non esistono possibilità di cambiamento. Campo è autore italiano, ma la sua prosa ricorda Pedro Juan Gutiérrez e Charles Bukowski, racconta la vita quotidiana e parla di sesso, perché l’erotismo è un elemento irrinunciabile nell’esistenza di un cubano. La politica fa capolino da certe situazioni e dai ragionamenti dei personaggi, ma non è mai inserita come sovrastruttura del racconto. Fa eccezione il racconto che presentiamo, la stupenda favola della libertà che chiude la raccolta e narra l’esistenza tormentata di Reinaldo Arenas. Una piccola checca contro un re barbuto, costretta a fuggire da un regime barbaro che non ammette opinioni diverse dalla piena glorificazione delle idee rivoluzionarie. Jineteras – Puttane all’Avana è una raccolta di racconti legata da un filo conduttore, così omogenea da sembrare un romanzo ed è un libro utile per la causa della libertà di Cuba. L’autore scrive secondo l’ottica dei più deboli, non giudica ma comprende la vita di chi deve prostituirsi per sopravvivere e coltivare una speranza. Jineteras è una malinconica e struggente raccolta di storie che vede protagonisti i vinti di verghiana memoria. E certi italiani impregnati di ideologia e di menzogne propagandistiche, come sempre, non ci fanno una bella figura…

“Morte di uno spagnolo all’Avana” di Dovalpage Teresa

Image and video hosting by TinyPic

AUTORE: Dovalpage Teresa
TRADUTTORE: Sichel S.
EDITORE: Guanda
PAGINE: 190
ANNO: 2009

Pio, sessantenne spagnolo di Murcia, viene mandato dall’impresa per cui lavora a mettere ordine nella caotica filiale di Cuba. E qui, nella tipica confusione delle strade dell’Avana, con le note di salsa che filtrano dalle porte aperte, conosce la bella e conturbante Maricari. La ragazza, affascinante nella sua semplicità, si rifiuta di seguire i consigli della sua terribile madre, la superstiziosa e rozza Concepción, che vorrebbe spingerla a qualunque costo tra le braccia di un ricco straniero. Eppure in qualche modo Pio l’affascina, e la ragazza si fa tentare dalla sua corte fatta di inviti in ristoranti eleganti e dalla prospettiva di una vita diversa in Spagna. Proprio per sapere come andrà a finire questa relazione Maricari decide di rivolgersi alla santera Mercedes, che è in realtà Teófilo, un travestito che si guadagna da vivere come consulente spirituale e convive con il Toro, uno splendido gay mulatto. Ma quando conosce Maricari, Mercedes-Teófilo non è più così convinto del fascino irresistibile del suo fidanzato, e il triangolo spagnolo-ingenua-travestitomanontroppo diventa emblematico delle complicate geometrie sessuali e sentimentali avanere… e la commedia si tinge di noir fino al sorprendente finale.

« Previous Entries