Nella Santeria cubana esistono quattro tipi di divinazione:
- Diloggùn Per questo sistema di divinazione si usa il caracol, una particolare conchiglia usata per molto tempo dalle popolazioni africane come moneta. Il santero tira 16 conchiglie leggendone 12. Dalla 13° in poi ci si deve rivolgere ad un babalawo. L’interpretazione e il responso vengono dati a seconda di quante conchiglie cadono con la parte concava in alto. Se la 13° conchiglia cade è la maledizione di Babalù Ayè, San Lazzaro, orisha delle malattie.
- Biague Questo sistema viene fatto con il cocco. Il cocco è molto usato nella Santeria, è il tributo che si paga agli dei in ogni circostanza, è l’offerta, il cibo rituale degli antenati che da inizio a tutti i riti della Regla de Ocha. Quattro pezzi di cocco vengono lanciati in aria e a seconda di come cadono si ha il responso. Ci possono essere 5 combinazioni.
- Equele Questa divinazione è fatta esclusivamente dai babalawos che utilizzano una catena costitutita da otto pezzi con un lato concavo e uno convesso. Questa viene fatta cadere su una stuoia e a seconda di come sono posizionati i pezzi si ha il responso. Si possono avere 256 combinazioni diverse. Ogni “tirada” corrisponde ad un patakin (racconto sacro con gli orishas protagonisti), un proverbio o una cerimonia da realizzare per risolvere il problema.
- Tablero de Ifà Anche questo sistema è fatto esclusivamente dai babalawos ed è utilizzato in occasioni speciali al posto dell’Equele. La tavola è in legno di cedro, rotonda con bordi rialzati, ha misure ben definite ed ha segnati quattro punti cardinali che rappresentano quattro Orishas (Obatalà, Oddùa, Changò, Echù). Il babalawo, seduto su una stuoia con le spalle al muro, sparge sul tablero la yefà, una polvere bianca ricavata da zanna di elefante o da manioca macinata. In seguito lancia sul tablero 16 conchiglie e interpreta le posizioni che prendono rispetto ai quattro punti cardinali. Le combinazioni sono 4096.
Chi sono i babalawos? Il babalawo (o babalao) è un sacerdote. Può essere solo e unicamente uomo. Viene consacrato come tale solo da un altro babalawo che consultando la tavola di Ifà scopre che questo è figlio di Orula, l’Orisha della divinazione.















